“Quando mi chiedono come si esprime il mio essere napoletano, io penso sempre: per me, la napoletanità si può spiegare con tutto quello che ho visto e amato nelle commedie di Eduardo”
Domenico Pinelli
Le opere di Eduardo sono caratterizzate sempre da un aspetto comico e ironico, che è capace, però, di immergere contemporaneamente lo spettatore nella riflessione. La sua regia accoglie questa linea drammaturgica?
Assolutamente sì. La pazzia che assume il ruolo centrale in questa vicenda costituisce uno dei topoi più efficaci della letteratura e del teatro, in funzione anche, e soprattutto, di un espediente sia comico che tragico. Partendo dal testo, abbiamo provato ad approcciarci alla storia e ai personaggi in un modo contemporaneo, cercando di restituire un’umanità che è già implicita nelle parole della commedia. Anche se Eduardo ha imparato il mestiere dal padre, Eduardo Scarpetta, maestro del genere farsesco, in Ditegli sempre di sì il tema della pazzia viene trattato con una maggiore profondità, non si tratta soltanto di un puro espediente comico. L’ironia è fondamentale, ma abbondano anche gli spunti di riflessione, ed è su questi aspetti forse più intimi e profondi che ci siamo concentrati, anche nelle dinamiche dei rapporti tra i vari personaggi. In questo allestimento abbiamo depotenziato leggermente l’aspetto comico, per restituire una profondità che comunque era già presente nell’opera: non abbiamo inventato niente.
“Eduardo non l’ho conosciuto, ma è stato importantissimo per la mia formazione”: sono parole sue. Cosa rappresenta per Lei questo autore?
Io sono figlio d’arte, anche mio padre è un attore e ha recitato con tanti capocomici napoletani: ho sempre respirato l’aria del teatro, fin da piccolo. Nella mia vita Eduardo è stato, ed è, sicuramente un faro. Quando avevo circa 7-8 anni, mio padre ha iniziato a farmi conoscere le commedie di Eduardo: ho visto prima in TV Filumena Marturano di Biancaneve, per dire… Questo autore fa parte del mio background culturale, in modo viscerale. Quando mi chiedono come si esprime il mio essere napoletano, io penso sempre: per me, la napoletanità si può spiegare con tutto quello che ho visto e amato nelle commedie di Eduardo.